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In concreto PrFabricao in Juquehy 00

June 11, 2008

Flávio Acayaba / Architetti posted a photo:

Pre-Fabbricazione in Calcestruzzo in Juquehy 003

Lavoro pulito, ecologico, NO uso del legno, senza inutili perdite di materiale: ENTULHO ZERO. </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Flávio Acayaba / Arquitetos)

In concreto PrFabricao in Juqueh

June 11, 2008

Flávio Acayaba / Architetti posted a photo:

Pre-Fabbricazione in Calcestruzzo in Juquehy

L'inizio dei lavori.
Fondazioni, contro Piso, e l'assemblaggio di entrambe le case.
Tutti i pilastrile pareti del piano terra, tutte le travi a vista, pavimento in lastre e lastre di copertura </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Flávio Acayaba / Arquitetos)

Lavoro a PrFabricao in Juqueh

June 11, 2008

Flávio Acayaba / Architetti posted a photo:

Lavorare su Pre-Fabbricazione in Juquehy

Il Land del luogo di lavoro. </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Flávio Acayaba / Arquitetos)

Trova lintruso! Trova l'intruso

June 9, 2008

Dario.sca posted a photo:

Trova l'intruso! / ¡Encuentra el intruso!

Il salario litigata da sempre con il capitale, non sono mai stati amici, però in passato cercavano dei modi per convivere, ogni tanto l primo si incazzava con il secondo che scendeva a patti (sempre poco convenienti per il povero salario) e la situazione tornava normale. Da un po di tempo a questa parte il salario vuoi per l’età, vuoi per le delusioni, non si incazza più, non vuole più crescere, si è rassegnato a rimanere piccolino piccolino ed anzi a volte fa finta di non vedere che sta pure dimagrendo! Ogni tanto ricorda i bei tempi andati, ricorda quando voleva tutto e lo voleva subito e preso dai ricordi piange e scene in piazza alla mattina, ma la sera ritorna davanti alla TV, non occupa il posto di lavoro, non fa picchetti davanti ai cancelli come una volta, “quelli erano altri tempi”. La notte non riesce più a dormire i sensi di colpa sono troppi, ma si consola dicendo “da solo che posso fare?” Via via questa vita per mesi e mesi, anni e anni aspettando che arrivi il “dì della riscossa”, aspettando l’aiuto di chi dovrebbe aiutarlo per dovere, aspettando che a qualcuno comelui ribolla il sangue e si incazzi, il tempo passa e lui aspetta. Quasi 200 anni d’attesa sono tanti, ma aspetta nella speranza, un giorno, di mettere la parola fine e di dire: “e vissero tutt* felici e content*”.

Dedicata ai sindacati confederali, ai padroni vecchi e nuovi, ma anche a chi si rompe il culo tutto il dì per poi dire: “ed io che posso fare?”

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\u003br />
La retribuzione sarà sempre litigare con la capitale, non sono mai stati amici, tuttavia, in passato ha cercato modi di vivere insieme, è venuto a arrabbiato con il secondo che è stato retrocesso a patti (a condizione poco conveniente per i poveri stipendio) e la situazione è diventato normale. Da qualche tempo a questa parte lo stipendio non è più arrabbiato, non vogliono aumentare di più, è rassegnato a restare piccole e talvolta piuttosto finge di non vedere che anche è in calo! Di tanto in tanto ricorda buono volte, quando ricorda che voleva e tutto ciò che ho voluto subito e ricordando grida e bassi per il quadrato del mattino, ma ha restituito nel pomeriggio davanti alla televisione, non occupa il suo posto di lavoro, non ha più picketing davanti ai cancelli , “Sono stati quelli di altre volte.” Già la notte non riesce a spegnere il senso di colpa, perché è troppo grande, ma consola dicendo: “Che cosa posso fare da solo?”. Vive bene per mesi e mesi, anni e anni di attesa per llge “il giorno della riconquista,” in attesa di aiuto da quelli che dovrebbero aiutare, il tempo passa e lui previsto. Quasi 200 anni di attesa molti, ma in attesa nella speranza di un giorno essere in grado di dire: “e vissero felici e mangiato partridges”.

Dedicato per l'Unione, i proprietari vecchi e nuovi, ma anche che ottiene la pelle durante tutta la giornata a dire poi: “Posso fare e che fare?” </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Dario.sca)

626insicurezza e lavoro ner

June 8, 2008

simansi posted a photo:

626...insicurezza e lavoro nero

Morti bianche e lavoro nero: non e’ giusto definirle morti bianche, bisognerebbe chiamarle nere.

Esse riguardano giovani che lavorano in nero e senza nessna garanzia. Per questo meglio chiamarle morti “nere”.

La mortalità è spesso legata alla scarsa informazione dei lavoratori, aggravata dal fatto che in alcuni settori, come l’edilizia, si fa ricorso a forza lavoro composta da stranieri, che molto spesso non conoscono la nostra lingua, né i segnali di pericolo. Parliamo addirittura del 60% della forza lavoro in questo settore, con enormi sacche di lavoro nero.</p\u003

Fonte nobody@flickr.com (simansi)

626giovani insicurezza e lavoro ner

June 8, 2008

simansi posted a photo:

626...giovani, insicurezza e lavoro nero

Morti bianche e lavoro nero: non e’ giusto definirle morti bianche, bisognerebbe chiamarle nere.

Esse riguardano giovani che lavorano innero e senza nessuna garanzia. Per questo meglio chiamarle morti “nere”.

La mortalità è spesso legata alla scarsa informazione dei lavoratori, aggravata dal fatto che in alcuni settori, come l’edilizia, si fa ricorso a forza lavoro composta da stranieri, che molto spesso non conoscono la nostra lingua, né i segnali di pericolo. Parliamo addirittura del 60% della forza lavoro in questo settore, con enormi sacche di lavoro nero.</p\u003

Fonte nobody@flickr.com (simansi)

Trova lintruso

June 8, 2008

Dario.sca posted a photo:

Trova l'intruso!

Il salario litigata da sempre con il capitale, non sono mai stati amici, però in passato cercavano dei modi per convivere, ogni tanto il primo si incazzava con il secondo che scendeva a atti (sempre poco convenienti per il povero salario) e la situazione tornava normale. Da un po di tempo a questa parte il salario vuoi per l’età, vuoi per le delusioni, non si incazza più, non vuole più crescere, si è rassegnato a rimanere piccolino piccolino ed anzi a volte fa finta di non vedere che sta pure dimagrendo! Ogni tanto ricorda i bei tempi andati, ricorda quando voleva tutto e lo voleva subito e preso dai ricordi piange e scende in piazza alla mattina, ma la sera ritorna davant alla TV, non occupa il posto di lavoro non fa picchetti davanti ai cancelli come una volta, “quelli erano altri tempi”. La notte non riesce più a dormire i sensi di colpa sono troppi, ma si consola dicendo “da solo che posso fare?” Via via questa vita per mesi e mesi, anni e anni aspettando che arrivi il “dì della riscossa”, aspettando l’aiuto di chi dovrebbe aiutarlo per dovere, aspettando che a qualcuno come lui ribolla il sangue e si incazzi, il tempo passa elui aspetta. Quasi 200 anni d’attesa sono tanti, ma aspetta nella speranza, un giorno, di mettere la parola fine e di dire: “e vissero tutt* felici e content*”.

Dedicata ai sindacati confederali, ai padroni vecchi e nuovi, ma anche a chi si rompe il culo tutto il dì per poi dire: “ed io che posso fare?”</p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Dario.sca)

Eurozon

June 8, 2008

[Jobro] posted a photo:

Euro

Dopo molte ore di studio e con il desiderio di fuoco che è stato non poteva lasciare nulla, ma al di fuori economia spagnola, contabilità dei costi, la gestione finanziaria di famiglia o similiNimo uno Tod @ sl @ s che sono come me, certamente apprezzerebbe qualche giorno. </p\u003

Fonte nobody@flickr.com ([ Jobro ])

Facoltiadi 2008 Universit degli Studi di Trent

June 7, 2008

Giacomo Zampieri posted a photo:

Facoltiadi 2008 - Università degli Studi di Trento

Grandi soddisfazioni, vittorie, sconfitte…

Oggi le mie ultime facoltiadi.

Sono ricrdi che mi culleranno nei prossimi anni.

Grazie a tutti.</p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Giacomo Zampieri)

080608 Un esperimento per stabilirsi in una nuova forma del viver

June 7, 2008

AA904462 posted a photo:

08.06.08 - Un esperimento per stabilirsi in una nuova forma del vivere

Heidemarie SCHWERMER - La mia vita senza denaro
projekte.free.de/gibundnimm/index.htm

Perché vivo così

Spesso mi viene chiesto se nella mia vita io abbia avuto un trauma, poiché ho scelto questa forma estrema di vita e vivo già da sette anni senza denaro. Allora rispondo che mio trauma è la situazione del mondo: giornalmente muoiono di fame 100.000 esseri umani, e dall’altra parte c’è un crescente spreco. Generi alimentari vengono rovesciati in mare, per mantenere i pezzi stabili, miliardari si costruiscono piscine nei loro aerei privati, poiché non sanno assolutamente più dove mettere i soldi. Per me questa situazione è talmente assurda, che non voglio più contribuire a questo processo e perciò sono in cerca di nuove strutture esistenziali.

Io cerco soprattutto nella mia vita, e scopro che è come se ci fosse stato un trauma. All’età di 2 anni ho dovuto lasciare la mia patria con la mia famiglia alla fine della guerra e nella nuovapatria sono stata trattata all’improvviso come un pacco di stracci. Non ho mai capito perché il possesso e il denaro vengono tenuti in così alta considerazione, così c’è un filo rosso nella mia vita . Vorrei stabilire un senso dell’equilibrio tra gli uomini, tra quelli che possiedono poco e quelli che nuotano nei beni materiali, vorrei portare nuovi valori e che la dignità degli uomini non fosse fatta dipendere dal denaro.

Con la mia vita senza denaro offro spunti di rifessione. Per molti sono una provocatrice , ma ad altri servo da incoraggiamento. Nella nostra società odierna succede che il confine della povertà sprofondi sempre più e molti uomini vivano al minimo dell’esistenza. Attraverso il mio nuovo modello essi si sentono rafforzati e possono abbandonare una parte della loro paura, di finire prima o poi nel fango. A questo punto è per me importante dire che non sono una missionaria, che vorrebbe convertire l’umanità all’abbandono del denaro. i tratta molto di più di incoraggiare i miei ascoltatori e lettori, di scoprire la propria via e poi di proseguire passo passo. Non avrei ritenuto possibile che dal mio esperimento venisse una nuova forma del vivere che dura già da tempo. All’inizio del mio esperimento non mi era chiaro che l’influsso del denaro penetra in così tanti ambiti. La rinuncia al denaro mi ha portato a una nuova qualità della vita, che ha a che fare con la ricchezza interiore anziché esteriore, con la libert??? anziché la dipendenza, con una larghezza di vedute anziché l’accaparrare.

Come vivo senza denaro

Nel febbraio 1994 ho fondato la centrale Prendi e Dai a Dortmund, un circolo di scambio, nel quale ci si scambiano e vengono ripartite prestazioni di servizi, capacità, oggetti senza che il denaro giochi alcun ruolo. L’affluenza al circolo che poi è stato fondato da noi è stata grande, tuttavia altrettanto immediato l’allontanarsi in occasione degli insuccssi. Questo, e la realtà che attraverso gli scambi con la comunità avevo bisogno di poco denaro per vivere, mi stimolarono a sviluppare in primo luogo nelle intenzioni e poi finalmente all’atto pratico, nel maggio 1996, l’esperimento di vivere totalmente senza denaro. Cedetti la mia abitazione, le mie assicurazioni e la mia proprietà, badai da allora alle case e abitazioni dei partecipanti al progetto Dai e Prendi, che andavano in viaggio, e condussi corpo e anima, come prima responsabil, la centrale Dai e Prendi. Attivare il circuito Dai e Prendi, dare forma creativa allo scambio l’uno con l’altro, limitare le rappresentazioni ostili, ottenere l’apertura dei cuori, incoraggiare gli uomini con poco denaro, sperimentare qualcosa di nuovo, tutti questi sono gli scopi del progetto Dai e Prendi.

Organizzo la mia propria vita avventurosamente e creativamente. Scambio i generi alimentari di base in una bottega biologica: carote, verdure, frutta e pane – i podotti non sono più completamente freschi e sono preparati per noi per l’asporto – al posto di pulizia dei cortili, lavori al computer o altro. L’abbigliamento viene procurato in primo luogo all’ “ubriacatura dello scambio”, un mercato delle pulci mensile senza denaro. Nel frattempo mi viene saldata una consulenza psicologica o un altro aiuto con un capo di abbigliamento. Similmente mi accade con altre cose di cui ho bisogno per vivere. Per esempio, dispongo delle chiavi di un uffiio, la bottega dela scienza a Dortmund, del quale sono volentieri ospite. Per la connessione internet, la connessione telefonica e la posta fornisco la contropartita nella forma di cucina, pulizia, lavori, a seconda delle circostanze…

shop.aamterranuova.it/shopexd.asp?id=207

PER USCIRE DALLA LOGICA PRODUCI (SEMPRE DI PIU’), CONSUMA (SEMPRE DI PIU’) E CREPA</p\u003

Fonte nobody@flickr.com (AA904462)

Dez Rosa si trova tra il castigliano abucheos il resto dei deputat

June 5, 2008

upyd posted a photo:

Rosa Diez difende il castigliano abucheos tra il resto dei deputati

Rosa Diez, vicedirettore dell'Unione, progresso e della democrazia (UPyD), accusato ayr il governo socialista di non fare nulla contro la “discriminazione nei confronti di migliaia di famiglie” che non sono in grado di educare i loro figli in spagnolo in diverse regioni autonome.

“Quando si chiama politica linguistica al fine di escludere il castigliano, la lingua dello Stato, tutti gli spazi pubblici, si tratta di discriminazione”, ha detto Diez. “E 'un attacco contro la libertà e l'uguaglianza”, ha aggiunto.
Elena Salgado, ministro della Pubblica Amministrazione, ha resondió non intende diventare la più grande interprete della Costituzione e collocato “al di sopra della Corte costituzionale.

Ieri in Aula del Congresso, quando il vice di unione, di progresso e di democrazia, Rosa Diez, ha chiesto che cosa farà il governo a garantire l'uguaglianza e prevenire la discriminazione di lingua, il ministro ha risposto che l'esecutivo continua a lavorare per l'uguaglianza e la protegge i diritti di cittadinanza, tra cui il riferimento a lanua “, secondo la nostra costituzione, il nostro diritto e la giurisprudenza della Corte costituzionale.

Lei combatte indietro: “nessuno in modo cieco come quelli che non vedono e non peggiore del governo è stato impegnato a governare contro la realtà.”

A sostenere la sua tesi che la lingua spagnola è discriminato, Rosa Diez ha ricordato, come esempio, un candidato per un certo pubblico di posti di lavoro nel Paese Basco ree 24 punti più elevato se si ha il titolo di baschi, ma solo dare due o quattro per un master o una specializzazione per diventare un medico.

“Questa è una discriminazione per i cittadini, chiedendo la loro libertà e il loro diritto, vogliono i loro figli ad essere educati in lingua spagnola e vogliono anche, perché essi hanno diritto, in grado di esprimere in spazio pubblico in tale lingua”, ha aggiunto.

Il Ministro della Pubblica Amministrazione Diez ha detto il vice che “la Constiucion, gli statuti [autonomia] e le leggi approvate da questo Congresso 'sono le regole che disciplinano la lingua modello che si applica in Spagna. “E non sono le interpretazioni delle autorità che svuotato i poteri delle comunità autonome in questo settore.”

In altre parole: che il governo fa rispettare le disposizioni legislative, che stabilisce che il castigliano è la lingua ufficiale dello Stato ma anche le lingue ufficiali sono altri e diverse comunità.

“Dal momento che le autorità non dedicarci a ripristinare qualsiasi rilevanza costituzionale”, ha aggiunto il ministro Salgado, “dedicare alla realizzazione di noi stessi il diritto di lingua, applicando la legge e ciò che la Corte costituzionale decide”.

Elena Salgado ha chiarito che c'è un sacco di giurisprudenza in cui entrambi sono ben chiari poteri che hanno le comunità autonome in questo settore come “la varietà di lingunel curriculum, e che il governo mette in atto.

“Spero che sarete d'accordo con me e non avete intenzione di diventare il più grande interprete della Costituzione, al di sopra della Corte costituzionale”, ha detto il ministro Rosa Diez.

Il vice di UPyD messo tanta enfasi nel suo discorso, anche l'aumento del tono di voce più del solito, che ha causato qualche commento tra i suoi ex colleghi di OSP.

Il presidente dellCongresso, Jose Bono, ha chiesto il silenzio. Mi ha detto: 'Io sono solo due minuti e mezzo, tranquilícense un po', l'uomo. Mi consenta …». Ma nessuno in grado di consentire a nulla, perché è stato esaurito il tempo per le interrogazioni al governo.

Poi, quando lasciato l'Aula, fotografi fretta su di esso perché ha richiamato l'attenzione con la maglietta recante l'immagine di James Dean. </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (upyd)

lisola che

June 4, 2008

simansi posted a photo:

l'isola che c'è...

Appunti di storia

Questo intervento ha il solo intendimento di contribuire ad una corretta contestualizzazione della tragedia delle foibe giuliane e istriane, argomento intrno al quale, specialmente negli ultimi anni, la speculazione politica delle destre (e non solo) e l’opera di sistematica disinformazione per parte dei media hanno prodotto risultati devastanti.

Dopo la prima guerra mondiale il Regno d’Italia diede avvio ad una politica di italianizzazione forzata delle cosiddette ‘terre irredente’; l’italiano divenne la lingua obbligatoria in sostituzione delle lingue e dei dialetti parlati dalle diverse popolazioni; nuovi funzionari e impiegat pubblici subentrarono ai locali. Sloveni, Croati, Dalmati, si trovarono dall’oggi al domani ad essere stranieri nella loro terra. Con l’avvento sulla scena del fascismo si prepararono per le popolazioni predette condizioni di vita ancora più dure. Nel 1920 Benito Mussolini ebbe a dire, fra le molte cose, le seguenti: “Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essee il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani”. Giunto al potere, il fascismo passò ai fatti. Il sistema scolastico sloveno e croato, in Istria e altrove, fu annientato dalla riforma scolastica del ministro Gentile (1° ottobre 1923); l’uso della lingua slovena e di quella croata fu vietato nell’amministrazione (marzo 1923); allo stesso modo fu vietata l’attività delle associazioni croate e slovene. Nello stesso 193 fu italianizzata la toponomastica, nel 1927 fu la volta dell’italianizzazione dei cognomi croati e sloveni: violenza gratuita contro le identità personali. Nel 1938 le leggi razziali vennero a colpire specialmente la minoranza ebraica di questi territori, in particolar modo la numerosa comunità ebraica di Trieste, di alta tradizione culturale.

Scoppiata la seconda guerra mondiale, l’Italia mise in atto una vergognosa aggressione militare contro la Grecia, ben presto venendosi a trvare in difficoltà per la strenua resistenza delle popolazioni greche. Fu necessario chiedere aiuto ai Tedeschi, che nel 1941, con Italiani e Ungheresi completarono l’occupazione dei Balcani entrando anche in Jugoslavia. Belgrado subì nella circostanza uno dei più feroci bombardamenti della storia. Finirono sotto protettorato italiano la costa Dalmata, la Croazia, quasi tutta la Slovenia, parte del Montenegro. In particolare, la Slovenia fu annessa all’Italia e venne a costituire la provncia di Lubiana, mentre la Croazia fu istituita in regno a sé stante avendo come re Aimone d’Aosta, cugino di Vittorio Emanuele III; primo ministro ne fu Ante Pavelic, uno dei peggiori e più sanguinari elementi del fascismo europeo, legato a Mussolini da amicizia di antica data. Animati da fanatismo religioso e nazionalista, i fascisti croati -i famigerati Ustascia-, con il sostegno del vescovo di Zagabria e primate cattolico di Croazia Stepinac, non di rado affiancati anche dalle truppe itliane, intrapresero, ricorrendo alle più efferate violenze, un’opera di pulizia etnica contro i Serbi e tutte le minoranze.

Alla fine della guerra la Jugoslavia, teatro di violenze e crudeltà inaudite, avrebbe contato, nel suo insieme un milione e mezzo di morti su 16 milioni di abitanti; di questi morti, 250.000 (300.000 secondo le fonti jugoslave) sono da attribuire a responsabilità diretta delle truppe d’occupazione italiane. Aiuta a dimensionare la tragedia il sapere che i mort italiani (civili e militari) del secondo conflitto mondiale furono in tutto -numero enorme- meno di 300.000, su 45 milioni di abitanti.

Nel perpetrare stragi, saccheggi e brutalità in danno della popolazione slava si distinse la II Armata italiana, agli ordini del generale Roatta. Centinaia di spedizioni italo-croate vennero organizzate contro città e villaggi serbi; fu messa in atto una caccia al serbo in grande stile. Stupri, torture, mutilazioni, roghi videro vittime migliaia di done e di uomini serbi, di bambini e di vecchi. Non meno di 250 villaggi serbi furono distrutti dalle truppe italiane; ad essi sono da aggiungere quelli che gli Italiani distrussero in concorso con le milizie tedesche e di altri paesi dell’Asse. Mussolini era coerentemente passato dalle parole (del 1920) ai fatti. Decine di migliaia furono i deportati serbi, militari e civili, nei campi di sterminio tedeschi o in quello della Risiera di S. Sabba, a Trieste, insieme a ebrei ed appartenenti ad alte minoranze.

Sulle coste e le isole dalmate e in Slovenia furono allestiti dalle truppe italiane campi di concentramento che furono luogo di sofferenza e di morte per migliaia di persone: sono i campi di Brac, Hvar, Rab, Kraljevica, Lopud, Kupari, Korica. Altri ne furono realizzati in Italia: a Gonars (Udine), a Monigo (Treviso), a Renicci di Anghiari (Arezzo), a Padova. Circa 30.000 furono i Croati e gli Sloveni, uomini, donne e bambini, internati dai fascisti in questi luoghi della barbrie rimossi dalla memoria collettiva.

Solo in Slovenia morirono nei lager italiani 13.606 sloveni e croati. Nel lager di Arbe (isola di Rab) ne morirono dai 1.500 ai 2.500 circa. I civili e partigiani “fucilati sul posto” durante le operazioni militari furono non meno di 2.500. 1.500 invece i fucilati civili trattenuti come ostaggi, uccisi cioè dopo un periodo di internamento. I morti per sevizie, torture o bruciati vivi, che siano documentati, ammontano a 187. Si tratta, come ià detto, delle vittime della sola provincia di Lubiana. Nel campo di Gonars, vicino Udine, morirono, letteralmente di fame, migliaia di bambini, soprattutto croati.

Dopo l’8 settembre, ritiratesi le truppe regie, subentrarono in questi territori i Tedeschi e i repubblichini di Salò. Nel frattempo i partigiani slavi, cui si erano uniti molti Italiani, intensificarono la loro azione. La ferocia delle SS aumentò e si indirizzò soprattutto contro i civili: le stragi e le deportazioni nonsi contarono; si distinse per ferocia il comandante delle SS Odilo Globcnik, triestino. I partigiani jugoslavi riuscirono nell’impresa di liberare da soli la Dalmazia e la Croazia; le azioni militari dei Tedeschi e dei fascisti si concentrarono nella Slovenia e nella Venezia Giulia. Nel villaggio istriano di Vodice (Vodizza, in italiano) furono massacrati da fascisti e SS 400 fra vecchi, donne, bambini di etnia cicik (istriani non latini).

Dopo l’armistizio con gli Alleati (8 settembre 943) gli Slavi insorsero contro tutto ciò che rappresentava il fascismo, purtroppo identificando l’Italia con esso. Il leader del Partito Comunista Sloveno Kardelj aveva dato la direttiva di “epurare non sulla base della nazionalità ma del fascismo”, ma di fatto furono gli Italiani, nel loro insieme, a patire le peggiori persecuzioni. Come è stato possibile accertare, in quei mesi furono 250-300 i fucilati e gli ‘infoibati’ dai partigiani o dal popolo in rivolta. La stima più pessmistica, ma anche la meno verosimile, parla di 600 morti. Le violenze si indirizzarono soprattutto contro i gerarchi fascisti, le camicie nere, i carabinieri; ma molte furono le vittime anche fra i civili, donne e vecchi fra di essi. Negli scontri con l’esercito tedesco caddero anche molti partigiani italiani. Ben presto i Tedeschi ripresero il controllo del territorio. Sempre nel 1943 ci furono vittime anche in Dalmazia, a Fiume, a Zara, nelle isole; si trattò di circa 2.000 persone, cifra ch la propaganda di destra ha sempre gonfiato fino a farla arrivare alle decine di migliaia.

Altro capitolo è quello dell’occupazione titina di Trieste e della Venezia Giulia. Dopo il crollo della Germania nazista (che si era annesso tutto il Nord-Est italiano strappandolo all’alleato di Salò), le formazioni jugoslave si proiettarono, infatti, verso le coste adriatiche per impedire agli anglo-americani di prendere il controllo di quelle terre. Giunsero a Gorizia, Trieste e Fiume fra il 1? e il 3 maggio e per quaranta giorni circa occuparono la fascia adriatica. In questo periodo si scatenò una violenta epurazione. La volontà jugoslava era chiara: creare le premesse per l’annessione. Le giunte partigiane del CLN furono disarmate, destituite, talora arrestate. In un clima di terrore tutti coloro che apparivano ostili venivano arrestati, deportati, in parte uccisi. A Gorizia furono fatti prigionieri gli esponenti partigiani, indicati come ‘concorrenziali’; ma è a Trieste che acadde il peggio, soprattutto per la presenza, accanto all’esercito jugoslavo, di bande di irregolari croati, serbi, sloveni. Le autorità politiche e militari jugoslave ammisero fin dal 6 maggio: “…ci sono stati arresti e fucilazioni arbitrarie. E’ necessario riprendere il controllo…”. Nonostante ciò, le esecuzioni si susseguirono a ritmo incalzante; i cadaveri vennero gettati nelle foibe giuliane. Agli ‘infoibati’ si aggiunsero i caduti per fucilazione e gli avviati verso i campidi prigionia (fra i più inumani quello di Borovnica, alle porte di Lubiana).

Il numero delle vittime dei quaranta giorni di occupazione slava (Tito fu poi costretto a ripiegare), come hanno potuto accertare le ricerche condotte da studiosi qualificati, fu di circa quattro-cinque mila: cifra che comprende gli ‘infoibati’. Quanto a questi ultimi, il numero dei corpi estratti dalle caverne è inferiore ai mille. Si tratta di un’innegabile tragedia, ma ogni altra cifra risulta frutto di bilaci di fantasia e di propaganda politica.

Alfio Cortonesi (per il Dipartimento Cultura Roma)</p\u003

Fonte nobody@flickr.com (simansi)

Austin TX Università del Texas torre principal

June 4, 2008

tamik85 posted a photo:

Austin, TX - University of Texas (Main Tower)

La torre principale della UT.</p\u003

Fonte nobody@flickr.com (tamik85)

Di passaggi

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

Passaggio di </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

La polizia sincazz

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

La Polizia s'incazza </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

20080603009

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

2008_06030090 </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

Salute

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

Salute! </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

20080603008

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

2008_06030088 </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

Sommelier

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

Sommelier </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

arRaffatutt

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

arRaffa-Tutto </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

Francio

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

Francio </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

Luc

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

Luca </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

20080603007

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

2008_06030077 </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

M

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

Ale </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

Raff

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

Raffa </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

Vernacolier

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

Vernacoliere </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

Il Dottore amministra e dispon

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

Il Dottore amministra e dispone </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

20080603006

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

2008_06030060 </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

TShirt

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

Tshirt </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

Oh No! Una signorina

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

Oh no! Una signorina! </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

20080603005

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

2008_06030056 </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

Cinque Bravi Ragazz

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

Cinque bravi ragazzi </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

20080603004

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

2008_06030046 </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

Prof Belli e il neoDottor

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

Prof Belli e il neo-Dottore </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

Mamma e figli

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

Mamma e figlia </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

Marito e mogli

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

Marito e moglie </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

Rocco e Luc

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

Rocco e Luca </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

20080603003

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

2008_06030031 </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

Incoronat

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

Incoronato </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

Proclamato

June 3, 2008

Toscana posted a photo:

Proclamato! </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (Tuscan)

Festival Economia 2 giugno 200

June 3, 2008

MeetupTrento posted a photo:

Economia festival - 2 giugno 2008 </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (MeetupTrento)

Medico in Lov

June 2, 2008

lovereasons posted a photo:

Doctor in Love

Il mio Amore ed io, insieme, subito dopo la mia proclamazione a dottore in Economia.</p\u003

Fonte nobody@flickr.com (lovereasons)

Per sembrare pi alt

June 2, 2008

lovereasons posted a photo:

Per sembrare più alto

Foto dal basso, tecnica per aumentare la mia altezza</p\u003

Fonte nobody@flickr.com (lovereasons)

Laurea con i miei genitor

June 2, 2008

lovereasons posted a photo:

Degree with my parents

I miei genitori, primi artefici della mia laurea in Economia</p\u003

Fonte nobody@flickr.com (lovereasons)

Foto di laurea famigliar

June 2, 2008

lovereasons posted a photo:

Foto di laurea famigliare

Altra foto insieme ai miei genitori</p\u003

Fonte nobody@flickr.com (lovereasons)

Con mia sorella controsol

June 2, 2008

lovereasons posted a photo:

Mia sorella con controsole

Insieme a mia sorella </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (lovereasons)

questua o precariato tra sogni e sorrisi promozional

May 31, 2008

simansi posted a photo:

questua o precariato tra sogni e... sorrisi promozionali

“Io non ho alle mie spalle nessuna autorevolezza: se non quella che mi proviene paradossalmente dal non averl o dal non averla voluta; dall’essermi messo in condizione di non avere niente da perdere, e quindi di non essere fedele a nessun patto che non sia quello con un lettore che io del resto considero degno di ogni più scandalosa ricerca”

Pier Paolo Pasolini

Da questo autorevole assunto mi torna alla mente quanto si dice ai bambini…”Se non fai i compiti non vai a giocare al pallone”. Ne consegue che, se non ti occupi della precarietà, se non pensi alla povertà, se no rinforzi il personale di scuole, ospedali, servizi assistenziali sociali, se non riduci l’inquinamento, se non proteggi l’ambiente dallo sviluppo selvaggio, se non rinunci alle guerre di affari, allora, non fai il ponte sullo stretto, non incrementi lo sviluppo selvaggio, non sostieni le aziende private e la produzione di ricchezza per pochi. Questo non è comunismo, è responsabilità umana.</p\u003

Fonte nobody@flickr.com (simansi)

questua tra sogni e sorrisi promozional

May 31, 2008

simansi posted a photo:

questua tra sogni e... sorrisi promozionali

“Io non ho alle mie spalle nessuna autorevolezza: se non quella che mi proviene paradossalmente dal non averla o dal non averla voluta;dall’essermi messo in condizione di non avere niente da perdere, e quindi di non essere fedele a nessun patto che non sia quello con un lettore che io del resto considero degno di ogni più scandalosa ricerca”

Pier Paolo Pasolini

Da questo autorevole assunto mi torna alla mente quanto si dice ai bambini…”Se non fai i compiti non vai a giocare al pallone”. Ne consegue che, se non ti occupi della precarietà, se non pensi alla povertà, se non rinforzi il personale discuole, ospedali, servizi assistenziali sociali, se non riduci l’inquinamento, se non proteggi l’ambiente dallo sviluppo selvaggio, se non rinunci alle guerre di affari, allora, non fai il ponte sullo stretto, non incrementi lo sviluppo selvaggio, non sostieni le aziende private e la produzione di ricchezza per pochi. Questo non è comunismo, è responsabilità umana.</p\u003

Fonte nobody@flickr.com (simansi)

mendicit manifesta 2

May 30, 2008

simansi posted a photo:

mendicità manifesta 2

Il Microcredito è uno strumento finanziario estremamente particolare che permette di erogare piccoli prestiti a persone (famiglie, piccoli imprenditori…) che sono considerati ???non bancabili”, ossia non solvibili, dalle banche perché non in possesso di garanzie economiche sufficienti .

La nascita del microcredito è strettamente collegata all’esistenza di una domanda insoddisfatta di credito, infatti secondo i dati dell’UNDP (United Nations Development Program - il programma di sviluppo delle Nazioni Unite) il 20% più ricco della popolazione mondiale ottiene il 95% del credito complessivamente erogato nel mondo .

Il sistema creditizio formale eslude sistematicamente le fasce a basso reddito della popolazione. Il microcredito costituisce un modello alternativo di finanza diffusosi in molte zone della terra per sopperire all’impossibilità di accedere al credito formale.

La garanzia reale richiesta dal credito formale viene sostituita dalla costituzione di fondi di emergenza o fondi di garanzia interna, attraverso il versamento di quote aggiuntive da parte dei partecipanti al programma, o dalla costituzione di un meccanismo di utua responsabilità fra i prestatari.

Secondo il prof. Yunus il lavoro autonomo è un ottimo rimedio per combattere disoccupazione e povertà, infatti nonostante i suoi limiti è l’unico modo per risollevare le sorti di coloro che il sistema economico non vuole assorbire e che i contribuenti non vogliono mantenere a proprie spese .

La mancanza di capitale è il principale intoppo al decollo dello sviluppo economico. I poveri non sono tali per stupidità, bensì perché le struture finanziarie non sono disposte ad aiutarli ad allargare la loro base economica: non è quindi un problema di persone, ma di strutture .

La sua banca, che opera accordando minuscoli prestiti ai più poveri fra i poveri, ha fatto negli ultimi venti anni ben più di quanto non abbiano fatto miliardi di dollari in aiuti dai paesi stranieri o dalle istituzioni internazionali. Essa ha infatti permesso a dodici milioni di persone (10% della popolazione del Bangladesh) di acquisire gli strumeti di autonomia per uscire dalla miseria. Oggi la Grameen è la quarta banca del Bangladesh, ha 1.100 filiali e vi lavorano 12.500 persone, i clienti sono 2 milioni e 100 mila distribuiti in 37mila villaggi, per il 94% donne.

La banca, peraltro, è di proprietà degli stessi clienti che detengono il 90% delle azioni, il resto è in mano allo stato. Ciò che a prima vista può apparire sorprendente è che la Grameen ha tassi d’insolvenza inferiori al 2%, nonostante le condizioni di estrma povertà dei propri affidati.

La sintesi di questi progressi è espressa dal dato sulla povertà: il 54% dei clienti Grameen supera la soglia della povertà in cinque anni, i restanti nell’arco di dieci .

La strategia di Grameen ha creato da un lato risultati apprezzabili dal punto di vista imprenditoriale, e dall’altro lato ha introdotto a livello mondiale una via da seguire per la lotta alla povertà e all’esclusione finanziaria.

L’idea del microcredito diffusagrazie al lavoro della Grameen bank è stata recepita da diverse Organizzazioni Non Governative (ONG) internazionali e da grandi istituzioni mondiali (Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazione, Nazioni Unite), che hanno adottato programmi di microcredito, al fine di integrare progetti d’intervento a sostegno dell’economia locale dei paesi in via di sviluppo.

L’introduzione del microcredito è stata più tardiva nei paesi industrializzati: l’Adie (associazione per i diritti d??iniziativa economica) ha trasferito l’esperienza della Grameen bank in Europa occidentale alla fine degli anni ottanta (più o meno nello stesso momento in cui la Southshore Bank di Chicago lo faceva negli Stati Uniti).

Il fenomeno del microcredito si colloca all’interno di un contesto più ampio che riguarda il ruolo della finanza nello sviluppo economico attento alle esigenze dell’uomo, con un approccio che intenda e misuri l’efficienza della finanza non in termini di profitto di utilità individuali, bensì in termini di utilità e benessere sociali.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a scandali economico finanziari di dimensioni preoccupanti, dal caso Enron in America che ha distrutto posti di lavoro e il risparmio di migliaia di salariati, ai casi Cirio e Parmalat in Italia e, quindi, si è ritenuto interessante portare un esempio di come è possibile coniugare l’efficienza economica e imprenditoriale con la lotta alla povertà.

Tra liberismo e wlfare, il microcredito e la microfinanza in genere possono giocare un ruolo importante conciliando la logica del profitto con quella dell’interesse comune.

In Italia, in particolare, il microcredito potrebbe rappresentare un’efficace risposta al fenomeno dell’usura, ad alcune forme di povertà, ai problemi di liquidità delle famiglie a basso reddito, alla disoccupazione giovanile, alla precarietà lavorativa ed allo spirito di imprenditorialità degli immigrati.</p\u003

Fonte nobody@flickr.com (simansi)

hae

May 27, 2008

trovare posted a photo:

haey

Sarò che monita sul vostro modello! </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (encontrar)

a cui non ero sabiamm qieeen jaj

May 26, 2008

Ramona la ragazza / eterna RAMONA ? posted a photo:

a cui non ero sabiamm qieeen jaja

mattina fotografia di T-shirt leopardo verdeeee ?
prueeva di filosofia e al naso e più le cose che whores il forno! </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (the Ramona girl / eterna ramonaaâ?¥)

20052006InfografiaDistribucioPC

May 26, 2008

kopit1 posted a photo:

2005-2006_Infografia-Distribucio-Pc </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (kopit1)

Euros

May 26, 2008

Daquella manera posted a photo:

Euros

Fonte nobody@flickr.com (Daquella manera)

Farsa politic

May 26, 2008

Daquella manera posted a photo:

Farsa pol?tica

Fonte nobody@flickr.com (Daquella manera)

Il costo sale un'altra vita e ved

May 26, 2008

konpasontzi posted a photo:

Il costo e 'la vita sube otra ve' </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (konpasontzi)

Il costo e la vita va un altro andar

May 26, 2008

konpasontzi posted a photo:

Il costo e 'la vita sube otra ve' </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (konpasontzi)

lest anch

May 26, 2008

simansi posted a photo:

l'est è anche...

l’immagine va coniugata alle due precedenti</p\u003

Fonte nobody@flickr.com (simansi)

giovani e stuporeosservando lovest

May 26, 2008

simansi posted a photo:

giovani e stupore...osservando l'ovest 2

l’immagine va osservata in sequenza al post precedente</p\u003

Fonte nobody@flickr.com (simansi)

Il governo paga le pensioni alle vedove di Tnez Polgar e Marocc

May 22, 2008

upyd posted a photo:

Il governo paga le pensioni alle vedove di poligamo Tunisia e Marocco

Ella Unione del progresso e della democrazia (UPyD), Rosa Diez, ha chiestyer il governo del vice presidente, Maria Teresa Fernandez de la Vega, se ti senti 'horrified'-come affermato in Niger dopo aver fotografato con un uomo e dei suoi tre mogli-di “efficacia giuridica” che l'esecutivo dà matrimoni poligami progettato in Tunisia e Marocco.

In una lettera protocollata al Congresso dei Deputati, Rosa Diez sostiene che, anche se nel nostro paese sono vietate matrimoni poligami, ci sono accordi bilaterali con s paesi citati riconoscendo il diritto di riscuotere la pensione per le donne, secondo la legislazione di tali Stati, sono diventate vedove.
Per il vice di UPyD, ciò significa che forniscono “efficacia giuridica” della poligamia e il “nulla impedirebbe l'efficacia dare a questo ad altri istituti giuridici”, riportato EFE.

Fonti del ministero delle pari astenuta dal fare qualsiasi commento ieri e di impiegati a risposta scritta parlamentare, hanno detto, il coordinamentAran con il Vice.
Diez ha chiesto anche il numero di pensioni di vedova sono state riconosciute dalla morte di poligamo uomini.

L'accordo che disciplina il pagamento delle pensioni per i coniugi di deceduti dalla Tunisia risalente al 2001, curiosamente, quando questo paese aveva già abolito il matrimonio poligamo. Con il Marocco è stato firmato nel 1979, anche se è stata rivista nel 1998. Entrambi sono stati firmati dal governo del PP, ha affermato ieri fonti è la Secretaría dzione della sicurezza sociale.

Un unico diviso bordo

Qualsiasi lavoratore che proviene da questi paesi e genera citato diritto ad una pensione di reversibilità quando si muore. Se le persone che un certo numero di vedove di rivendicare il loro vantaggio, la sicurezza sociale “ciò che è stato negato” e dà solo uno di loro, dimostra che se un matrimonio in Spagna, ad eccezione del fatto che l'uomo è marocchino o tunisino.

In tali casi, “è valutato” l'unica pensionha generato un lavoratore. Ciò significa che, se l'assegnazione è di 500 euro, verrebbe ripartito tra le donne in parti uguali, le fonti spiegano con la Segreteria di Stato.

Gli accordi firmati, essi hanno aggiunto, non può essere unilateralmente eliminare. L'unica cosa che potete fare uno dei due firmatari governi di denunciare e di avviare discussioni con gli altri paesi, ha spiegato.
Quando le vedove di deceduti provenienti da altri paesi si trovano di fronte con il rifiutdell'amministrazione, che ricorrere a tribunali. “Un buon numero di frasi riconosce il diritto di distribuire la consegna a seguito della legge che crea la tradizione di questi paesi 'richiesta la sicurezza sociale.

Rosa Diez ha anche sostenuto la posizione del governo nei casi in judicializados e la sentenza che a suo avviso, dovrebbe emettere la Corte Suprema. </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (upyd)

Rosa Dez anche dovrebbe scendere al di come altri negoziatori ETA Cheroki bovin

May 22, 2008

upyd posted a photo:

Rosa Diez anche dovrebbe scendere al di come altri negoziatori ETA Cheroki bovine

Parlando ai giornalisti dopo l'arrivha pronunciato la Rey Juan Carlos University di partecipare a una tavola rotonda su donne e politica, Diez ha reagito bene l'arresto di un numero considerato come l'ETA, Javier López Peña, “Thierry”, insieme ad altri membri della banda.

Tuttavia, Diez ha indicato che essa ha “alcune preoccupazioni”, che ha detto anche la giustizia francese, dal fatto che “i mezzi di informazione, devono trasmettere in diretta le loro detenzionche ha impedito l'operazione è più ampio e che rientrano altri membri della banda terrorista “.

In ogni caso “, ha detto di UPyD MP, dovete essere” felice “con questi arresti, mentre egli ha dichiarato che si attende che la prossima operazione” caduta Cheroki bovine “. “Se queste sono state parte dei negoziatori durante la scorsa legislatura, qualsiasi idea di dove andare, probabilmente è il governo, e spero che la prossimnotizia è che i due sono caduti “, ha aggiunto. </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (upyd)

Mikel Bueso Catedrtico Università Complutense di Madri

May 22, 2008

upyd posted a photo:

Mikel Buesa, professore de la Universidad Complutense de Madrid

Mikel Buesa, professore de la Universidad Complutense de Madrid

[..]& Qut; Può essere che le dimissioni di accettare “la vera miseria dell'uomo… per cui viviamo questo tempo di calamità”, come rilevato anche storico fiorentino? O meglio non vi è ancora spazio per una decisiva azione politica al fine di evitare che la catastrofe? Io sono propenso a quest'ultima possibilità, perché non ho mai creduto che il futuro di esseri umani e le loro comunità è stata scritta in passato. Ma so anche che il raggiungimento di un tale futuro dipende dai nostri sforzi dQuesto, perché, come Thomas Paine, una volta ha detto che “quelli che sperano di trarre le benedizioni di libertà deve sopportare le difficoltà poste difenderla”. </p\u003

Fonte nobody@flickr.com (upyd)

Io e Ilaria mia laurea

May 21, 2008